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martedì 7 maggio 2013

BENI ARTISTICI E CULTURALI: L'affresco del semicatino

L’AFFRESCO DEL SEMICATINO



Distrutta in seguito al bombardamento del 10 Settembre 1944, l’area del semicatino sovrastante l’abside venne ricostruita nel 1945 e affidata alla maestria del pittore Carlo Cocquio. La scena raffigurata ci presenta in un spazioso orizzonte la S. Trinità in gloria: il Padre, lo Spirito Santo ed il Figlio, in continuità spaziale, in un cielo a nubi concentriche son circondati da dodici Arcangeli che cantano l’eterna lode al Cristo Risorto. Un gruppo di dieci Santi affianca  il Cristo in gloria ed ai lati estremi due angioletti recano cartigli con scritta. I dodici Arcangeli rappresentano le dodici tribù d’Israele ed i Santi raffigurati sono quelli che nell’antica Affori erano oggetto di devozione in cappelle loro dedicate e sparse nei campi del territorio. 
Partendo da sinistra vediamo S. Severo – artigiano scalpellino e poi vescovo del IV secolo, S. Eurosia  vergine, la cui cappella venne edificata solo nel 1698,  S. Clemente I papa e martire, S. Giustina martire di Padova, la nostra Patrona,  Maria SS. S. Pietro, S. Mamete, giovinetto martire di Cappadocia, l’Arcangelo S. Michele, il difensore contro le forze del male, S. Apollinare, primo vescovo di Ravenna del II secolo,  S. Martino vescovo di Tours . Santi già citati nel “Liber Notitiae Sanctorum Mediolani”  opera  del canonico di Rovello Goffredo da Bussero, datata 1285
Delle antiche cappelle solo quella dedicata a S. Mamete, coi suoi preziosi affreschi del 1100,  si è salvata nel corso dei secoli ed ancora oggi ci racconta della profonda devozione dei nostri antenati. L’angioletto alla sinistra, detto “l’angelo del dolore” col cartiglio ricorda la triste notte di morte del 10 Settembre 1944 che distrusse la parte nord della parrocchiale. L’angioletto alla destra, detto “ l’angelo della gioia” nel cartiglio ricorda lo sforzo solidale e generoso di tutta la popolazione compiuto per la ricostruzione di quanto la violenza della guerra aveva distrutto. 

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